Biografia di Piero Calamandrei

Piero Calamandrei

Piero Calamandrei nasce a Firenze nel 1889. Vinta precocemente la cattedra universitaria, ha insegnato nelle Università di Messina, Modena, Siena e, dal 1924, nell’Università di Firenze.
Durante il ventennio fascista, fu uno dei pochi professori che non prese la tessera del partito, continuando a far parte di movimenti clandestini. Dopo il 25 Luglio 1943, fu Rettore dell’Ateneo fiorentino. Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, è stato uno dei più insigni esponenti della moderna scuola del diritto processuale civile, oltre che celebre avvocato. Fondò con Chiovenda e Carnelutti la Rivista di diritto processuale. Calamndrei fu anche uomo politico. Prese parte attiva al movimento antifascista fin dal 1922, quando con G.Salvemini, i fratelli Rosselli ed E.Rossi fondò il Circolo di cultura e collaborò al foglio clandestino Non mollare. Fu tra i fondatori del Partito d’Azione e uno degli animatori della Resistenza. Nel 1945 fondò la Rivista politico-lettteraria Il Ponte. Fu eletto all’Assemblea costituente come rappresentante del Partito d’Azione e fece parte della Commissione dei ’75, incaricata di redigere il Progetto di Costituzione. Sempre come rappresentante del Partito d’Azione fu poi deputato dal 1948 al 1953, ma svolse un’intensa attività anche fuori dal Parlamento, battendosi per l’attuazione della Costituzione, per la distensione internazionale, per l’unità europea, come testimoniano i suoi Scritti e discorsi politici (1966), raccolti e pubblicati postumi in un volume. La sua statura morale e i pregi del suo stile di scrittore emergono soprattutto da L’elogio dei giudici scritto da un avvocato (1935) e dall’Inventario della casa di campagna (1941).
Tra le sue opere scientifiche, tutte caratterizzate da un grande rigore dogmatico, sono da ricordare, in particolare: La chiamata in garanzia (1913), Studi sul processo civile (1930-1957), Istituzioni di diritto processuale civile (1941-1944).

Muore a Firenze nel 1956.